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Bruno Nicodemo

Bruno Nicodemo nasce il 24 settembre 1958 in Francia, a Bergerac, da genitori italiani rientrati in Italia quando aveva soltanto 50 giorni. Vive con moglie e figlia a Bagnara di Gruaro, centro con poco meno di 1000 abitanti a 10 minuti da Portogruaro, in provincia di Venezia. All’età di 4 anni viene colpito da poliomielite e trascorre l’infanzia in centri di riabilitazione, dai quali esce a 14 anni, finita la terza media. Già allora si diletta in disegno e lavori artistici: posacenere, ciotole, spille, lampadari in rame, modelli di palazzi storici realizzati con fiammiferi e plastici di villette. Compiuti i 18 anni, dopo aver lavorato 2 anni presso una fabbrica di materassi, apre un proprio laboratorio di tappezzeria mettendo a frutto il suo talento. Conduce questa attività per quasi 30 anni, affiancato dalla madre, dal fratello, da dipendenti e negli ultimi 14 anni anche dalla moglie Efi. Nel 2004, per l’aggravarsi di problemi di salute, è costretto a chiudere la fiorente attività. Riacquistata una soddisfacente forma fisica, decide di dedicarsi agli hobby. Scopre il quad, quadriciclo fuoristrada a 4 ruote motrici che offre la possibilità di muoversi in piena autonomia su qualsiasi tipo di terreno e di superare tutte le barriere, sia architettoniche, sia naturali. Diventa istruttore della Federazione Italiana Quad, nonché responsabile nazionale del settore disabili. Nell'ottobre del 2008 si iscrive a un corso di scultura in legno e l’anno seguente a un corso di ceramica, sotto la guida del maestro Mario Zoccolan che gli trasmette le nozioni base e ne riconosce le doti artistiche, spronandolo a fare della scultura la sua nuova attività principale. La prima opera è un bassorilievo in tiglio raffigurante una testa di cavallo, ispirata dalla figlia appassionata di equitazione. Dopo essersi cimentato in accademiche rivisitazioni di capolavori quali La mano di Dio di Auguste Rodin, in legno, e Amore e Psiche di Antonio Canova, in ceramica, Bruno Nicodemo sviluppa una sua personale ricerca estetica sulle differenti valenze espressive di materiali quali l’ulivo, l’alloro, il pero e altre essenze, esaltandone le venature e traendo dalle configurazioni naturali di tronchi, rami e radici le forme che vi sono racchiuse e che manifesta ora in chiave naturalistica, ora espressionista, ora astratta. Di particolare interesse sono la riproposizione, anche con sensibili scarti dimensionali, di particolari anatomici come le mani e la trasfigurazione in legno o ceramica di oggetti d’uso comune con nuova dignità di opere d’arte, quali scarpe sportive, miniature di quad, gigantesche mollette da bucato riconvertite a panchine. Ha al suo attivo la partecipazione a diverse mostre. Vari lavori trovano collocazione presso privati in Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Sicilia e in una sacrestia a Modena.